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TIM e WINDTRE aumenteranno le tariffe? Come funzionano le nuove clausole

In questi ultimi mesi, gli operatori TIM e WINDTRE hanno comunicato l’introduzione di una nuova clausola che gli permetterà di aumentare i prezzi delle offerte coinvolte, di una certa percentuale annualmente.

Per quanto riguarda TIM, l’aumento della tariffa mensile coinciderà al 1° Aprile di ogni anno, escluso il 2023, e sarà pari alla somma tra un coefficiente fisso del 3,5% e il valore dell’indice di inflazione (IPCA, Indice dei Prezzi al Consumo) rilevato dall’ISTAT in quell’anno, non tenendo però conto di eventuali valori negativi.

Inoltre, la somma dei due valori non può mai superare il 10%.

Ad esempio se il valore dell’indice IPCA è pari all’8%, quando verrà sommato al coefficiente fisso del 3,5% l’aumento non sarà pari all’11,5% del prezzo della tariffa mensile, ma si attesterà al limite del 10%.

È anche vero che, se l’indice IPCA rilevato sarà del -1,5%, una volta sommato al coefficiente fisso del 3,5% l’aumento della tariffa mensile non sarà del 2%, ma del 3,5%, in quanto TIM ha deciso di non tenere conto di eventuali valori negativi.

TIM

TIM al momento ha inserito la suddetta clausola solo in alcune delle sue offerte, come le nuove attivazioni delle seguenti offerte di telefonia fissa e mobile, che contengono la clausola ISTAT dal 27 Novembre 2022.

Le offerte di telefonia fissa coinvolte sono TIM WiFi Power Smart, Top e All Inclusive; TIM WiFi Special Young e TIM WiFi Special Bonus Famiglia; TIM WiFi Power TV e TIM WiFi + 5G Power; TIM WiFi Power FWA; Premium SAT; Premium 12; Tuttovoce e Tuttovoce Superspecial; Premium Per TE e Premium 12 Per TE.

Quelle di telefonia mobile invece sono quelle appartenenti al portafoglio standard TIM 5G Power Smart, Top e Unlimited.

Più recentemente invece, ovvero il 16 gennaio 2023, TIM aveva annunciato l’inserimento della clausola anche sui già clienti di rete fissa con le offerte TIM Senza Limiti Premium, Tutto Senza Limiti Premium, TUTTO Premium e Smart Premium.

In questo caso però, i clienti possono esercitare il diritto di recesso senza incorrere in alcun costo.

Passando a WINDTRE, l’aumento del costo mensile sarà effettuato annualmente a partire da Gennaio 2024, ma solo in caso di una variazione positiva dell’indice nazionale dei prezzi al consumo FOI (Famiglie di Operai e Impiegati) rilevata da ISTAT nel mese di Ottobre dell’anno precedente.

L’aumento sarà pari al 5% in caso l’indice sopra menzionato registri una variazione positiva uguale o inferiore al 5%, mentre in caso contrario gli sarà equivalente.

L’importo delle tariffe WINDTRE, una volta adeguate al nuovo prezzo, saranno arrotondate per difetto al centesimo di euro.

La nuova clausola ISTAT è presente nei contratti alla sezione “Condizioni Generali di Contratto” sia dei nuovi clienti che dei già clienti di rete fissa o mobile che cambiano offerta dal 21 Novembre 2022.

La clausola è stata inserita anche per alcuni già clienti di rete mobile in occasione di una rimodulazione comunicata il 24 Novembre 2022 e che ha avuto effetto il 13 Gennaio 2023. Alcuni già clienti WindTre con Partita IVA saranno coinvolti dal 1° febbraio 2023.

In questo caso, e solo in questo caso, i clienti possono appellarsi al diritto di recesso per rifiutare l’applicazione della clausola entro i termini previsti dalla normativa e indicati nella comunicazione via sms e/o via fattura.

Diverse associazioni dei consumatori tra cui Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Udicon hanno rilasciato un comunicato stampa congiunto dove esprimono la loro contrarietà nei confronti delle nuove clausole introdotte da TIM e WINDTRE.

Le associazioni nominate in precedenza hanno chiesto con urgenza un intervento del governo per rimuovere le suddette clausole, mentre già lo scorso 16 Dicembre 2022 l’ADUC aveva inviato un esposto all’Antitrust per chiedere la sospensione della clausola inserita da WINDTRE.

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