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In studio nuovi sensori per alimentare i device wearable con il movimento del corpo

Fitbit, smartwatch, occhiali intelligenti, VR, ma anche chip sottocutanei per scopi medici, questi e tanti altri sono dispositivi wearable, ovvero indossabili e che fanno parte del mondo dell’Internet of Things (IOT).

Infatti l’ecosistema degli smart devices è in continua espansione, anche per quanto riguarda il loro impiego nell’e health, ad esempio molti di questi strumenti sono capaci di monitorare il battito cardiaco, la qualità del sonno, il livello di attività o di sudorazione.

Wei Gao, assistente e ricercatore Caltech presso l’Andrew and Peggy Cherng Department of Medical Engineering, ha creato proprio dei sensori che misurano la salute dell’utilizzatore attraverso il sudore e che si alimentano grazie all’elettricità generata da quest’ultimo.

Come raccontato anche dai colleghi di HDBlog.it, lo stesso Gao sta lavorando per trovare nuove fonti di energia alternative alle classiche batterie per i dispositivi indossabili i quali, sempre più piccoli e diffusi, potrebbero risultare pesanti e scomodi.

L’ultima novità sviluppata da Caltech consiste in dei sensori che riescono a immagazzinare e sfruttare l’energia cinetica del corpo umano mentre si compiono dei movimenti.

Questi dispositivi si attaccano alla pelle dell’utilizzatore e sono composti da lamine di tre materiali differenti (rame, poliammide e Teflon). Mentre la persona si muove, questi foglietti sfregano tra loro producendo una piccola quantità di energia.

Gao ha dichiarato:

I nostri generatori triboelettrici, chiamati anche nanogeneratori, hanno uno statore fissato nel busto e un cursore attaccato nella parte interna del braccio. Il cursore scivola contro lo statore durante i movimenti e viene generata corrente elettrica.

Inoltre, come detto dallo stesso ricercatore, questo fenomeno noto come triboelettricità, ha una pecca principale, ovvero quella di generare poca corrente (secondo degli studi sarebbe necessaria una superficie di 100 metri quadrati per produrre 40 watt).

In ogni modo però il sistema è dotato di un condensatore capace di immagazzinare elettricità ed è anche importante sottolineare che i dispositivi wearable non necessitano quantità ingenti di energia per alimentarsi.

Un altro punto a vantaggio di questa tecnologia riguarda i prezzi: anziché usare materiali costosi e fragili, quelli scelti da Wei Gao sono, come da lui affermato, economici e resistenti.

La scelta ideale sulla quale punta l’ingegnere di Caltech sarebbe comunque quella di prevedere diversi meccanismi di generazione della corrente per alimentare i vari devices come il sudore, la triboelettricità e piccoli pannelli solari.

 

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Via
HDBlog.it
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