Streaming e TV

Disney+ intende offrire un abbonamento con costo inferiore inserendo le pubblicità

Disney+ ha intenzione di offrire agli utenti la possibilità di sottoscrivere un abbonamento alla sua piattaforma ad un costo inferiore rispetto a quello attualmente offerto (in Italia, ad oggi, 89,99 euro annui o 8,99 euro mensili), attraverso l’inserimento di specifiche pubblicità.

L’abbonamento, salvo cambiamenti, dovrebbe essere lanciato negli Stati Uniti a partire dalla fine del 2022, mentre negli altri Paesi in cui il servizio streaming è attivo dovrebbe essere disponibile nel 2023 (non ci sono date specifiche in merito all’Italia). In ogni caso, non sono stati condivisi dettagli sui prezzi.

Tale scelta, comunque, dovrebbe essere associata alla volontà da parte di Disney+ di aumentare il numero dei propri abbonati, oltre all’elevata concorrenza tra le varie piattaforme streaming disponibili, la quale spingerebbe gli utenti a sottoscrivere un abbonamento principalmente in base al costo più economico presente sul mercato. A questo si aggiunge l’incremento delle entrate per le suddette piattaforme, tramite la presenza di annunci pubblicitari al loro interno.

Disney+

Secondo The Wall Street Journal, nella versione di Disney+ supportata da pubblicità ci saranno circa 4 minuti di pubblicità all’ora, che non verranno inserite, però, durante la programmazione per i bambini in età prescolare. Con l’intento di mantenere un servizio adatto alle famiglie, inoltre, i contenuti pubblicitari non dovrebbero riguardare temi controversi o non idonei a quel tipo di target.

Proprio per questo motivo, la piattaforma streaming starebbe già cercando di trovare inserzionisti interessati, con pagamenti che andrebbero tra i 50 e i 60 dollari per ogni 1.000 spettatori raggiunti (Disney avrebbe rifiutato di commentare tali prezzi), anche se gli eventuali acquirenti non potranno richiedere che i propri annunci vengano visualizzati in programmi specifici (come succede,. invece, con la TV tradizionale).

In questa circostanza, comunque, gli inserzionisti avrebbero la possibilità di raggiungere un target di pubblico più giovane, che negli ultimi ha in gran parte abbandonato la TV tradizionale per fruire, in primis, dei contenuti proposti dalle piattaforme streaming.

 

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Via
wsj.com

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