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WhatsApp: arrivano chiarimenti ufficiali sulla condivisione dei dati con Facebook

WhatsApp ha aggiornato le informazioni relative al possibile rischio per la privacy dei dati personali in seguito alla modifica del proprio regolamento, dopo che un grande numero di utenti ha iniziato ad abbandonare il servizio di messaggistica istantanea di cui Facebook è proprietaria.

Lo scorso 7 Gennaio 2021, infatti, al primo accesso all’applicazione, tutti gli utenti di WhatsApp si sono trovati davanti un avviso che riportava la modifica dei Termini di Servizio e dell’Informativa sulla Privacy, nel quale veniva citata una possibile condivisione dei propri dati con Facebook, senza spiegarne con chiarezza la motivazione.

A destare particolare scalpore è stata una voce presente all’interno dell’avviso, la quale riportava che dall’8 Febbraio 2021 diventerà necessario accettare i nuovi Termini di Servizio e la nuova Informativa sulla Privacy per poter continuare ad usare WhatsApp, pena l’impossibilità di accedere all’applicazione.

Nonostante non sia stato specificato nell’avviso, parte delle modifiche apportate ai regolamenti non saranno valide per gli utenti facenti parte dell’Unione Europea, e inoltre sono da applicarsi solo in merito all’implementazione di una nuova funzione pensata per gli utenti Business di WhatsApp, come aziende e imprese.

Per gli utenti comuni, cittadini dell’Unione Europea, esiste infatti un Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, conosciuto anche come GDPR, entrato in vigore nel 2018, che tutela i residenti europei e vieta alle aziende di spostare i loro dati al di fuori dell’Europa e che protegge la privacy degli utenti digitali.

Questo dettaglio è stato chiarito da WhatsApp stessa, che ha aggiornato le proprie FAQ (risposte a domande frequenti da parte degli utenti) nei giorni successivi alla distribuzione dell’avviso, andando a spiegare nel dettaglio le novità e i cambiamenti apportati al regolamento.

Come specificato nella nuova pagina dedicata alle modifiche sull’Informativa della Privacy, né WhatsAppFacebook hanno accesso, possono leggere o possono ascoltare i messaggi privati e le chiamate degli utenti, che siano stati scambiati con familiari, amici, colleghi o chiunque altro.

Le modifiche al regolamento, implementate ufficialmente in data 4 Gennaio 2021, riguardano infatti solamente l’utenza Business dell’applicazione di messaggistica, e sono state apportate in preparazione all’arrivo di nuove funzioni pensate per la comunicazione con attività e imprese da parte degli utenti e per l’implementazione di funzionalità di Facebook Shops, una piattaforma per lo shopping digitale automatizzato.

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whatsapp documenti privacy regolamento

A causa dello scalpore che si è venuto a creare negli scorsi giorni, un grandissimo numero di utenti ha deciso di lasciare WhatsApp, appoggiandosi poi ad altre applicazioni di messaggistica istantanea come Telegram e Signal, che ha recentemente introdotto le videochiamate crittografate.

Il motivo di questo abbandono di massa dell’applicazione sarebbe stato causato dalla mancanza di informazioni in merito alle modifiche apportate ai Termini di Servizio e all’Informativa sulla Privacy, che sono state pubblicate e chiarite solo diversi giorni dopo l’avviso del 7 Gennaio 2021.

Come sottolineato nella pagina dedicata, WhatsApp non può leggere i dati relativi alle chat private, e quindi non ha accesso a contenuti di messaggi, persone chiamate o contattate, posizioni condivise, contenuti scambiati all’interno dei gruppi, né Facebook può tantomeno accedere ai contatti della rubrica e alle chat private.

Questi dati non vengono condivisi con Facebook, che rimane presente all’interno dei Termini di Servizio e dell’Informativa sulla Privacy solo per evidenziare e regolamentare l’utilizzo dei dati degli utenti Business di WhatsApp, come aziende e imprese.

Queste modifiche sono state necessarie per l’introduzione di una nuova funzionalità di WhatsApp, quella di risposta automatica da parte di un profilo Business, simile a quella già attiva su Facebook con gli account di numerose pagine dedicate allo shopping e a servizi di acquisto.

Le modifiche al regolamento inoltre andrebbero a stabilire le modalità di hosting sicuro di Facebook, necessarie a gestire il funzionamento delle chat WhatsApp di imprese e aziende con gli utenti, oltre che per fornire informazioni utili, ad esempio con ricevute d’acquisto.

Le informazioni comunicate privatamente all’azienda non potranno essere viste, condivise o sfruttate da WhatsApp o Facebook in alcun modo, ma potrebbero essere utilizzate per finalità di marketing da parte delle aziende stesse con le quali avviene la comunicazione.

Le nuove funzioni commerciali di WhatsApp sono quindi necessarie alle attività per mostrare i loro prodotti, se e quando richiesti dagli utenti, attraverso delle chat automatizzate di WhatsApp, integrandosi con Facebook Shops.

Nel caso in cui gli utenti interagiscano con contenuti di questo tipo, i dati scambiati relativi all’attività di shopping potrebbero essere utilizzati per personalizzare l’esperienza su Facebook Shops e sulle sue inserzioni pubblicitarie, ma non potranno essere utilizzati da WhatsApp o da Facebook Inc. in alcun modo.

La funzione di integrazione di WhatsApp con Facebook Shops per imprese e aziende non è ancora stata rilasciata pubblicamente per tutti gli account, e per questo potrebbe non essere ancora disponibile per tutti gli utenti dell’applicazione.

whatsapp smartphone icona

All’interno della pagina dedicata alla sicurezza dei dati scambiati quotidianamente, WhatsApp ha poi ricordato alcune delle funzionalità più utili al monitoraggio e alla protezione dei propri contenuti personali.

Una di queste funzionalità è quella dei messaggi effimeri, pensati per gli utenti che necessitano di maggiore privacy, e che permette di non rendere più visibili messaggi e contenuti dopo 7 giorni dal loro invio e dalla loro ricezione.

I messaggi effimeri possono essere attivati da uno o da entrambi gli utenti di una chat privata, mentre all’interno dei gruppi possono essere attivati solamente da parte di un amministratore.

Un’altra possibilità indicata da WhatsApp è quella di richiedere le informazioni sul proprio account, che consentirà la generazione di un resoconto delle informazioni e delle impostazioni, dal quale i messaggi privati sono però esclusi (per accedere ai propri messaggi al di fuori dell’applicazione, è possibile esportare la cronologia delle chat).

Per la generazione del rapporto è necessario attendere solitamente 3 giorni, al termine dei quali sarà possibile scaricare un file compresso contenente tutte le informazioni richieste. Il rapporto, dopo essere stato generato, è eliminabile in qualsiasi momento dall’applicazione.

 

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Enrico Pesce

Laureato in lingue orientali e da sempre immerso nel mondo della tecnologia, delle comunicazioni e del web

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