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TikTok: un giudice federale ferma il ban dell’applicazione voluto da Trump

Un giudice federale di Washington D.C. ha ordinato un’ingiunzione temporanea contro il ban dell’applicazione di TikTok voluto da Trump.

ByteDance, la società proprietaria di TikTok, può permettersi un respiro di sollievo grazie all’ingiunzione preliminare mossa dal giudice federale Carl Nichols, che intende fermare temporaneamente il blocco al download e alla distribuzione voluto dall’ordine esecutivo, emesso lo scorso 18 Settembre 2020.

Il blocco di TikTok deciso con l’ordine esecutivo, fortemente voluto dal Presidente Trump, aveva inizialmente previsto il ban a partire dal 20 Settembre 2020, ma era stato successivamente posticipato, per volere del Segretario al Commercio Wilbur Ross, a fine giornata del 27 Settembre 2020.

Durante un’udienza di 90 minuti, il giudice federale Carl Nichols ha espresso la volontà di contestare il blocco previsto per il 27 Settembre 2020, emettendo successivamente nel corso della giornata l’ingiunzione temporanea.

Il giudice però ha dichiarato di non avere intenzione, per ora, di bloccare anche la seconda ondata di restrizioni verso ByteDance, TikTok e WeChat, prevista dall’ordine esecutivo per il 12 Novembre 2020, che impedirebbe definitivamente la distribuzione e l’uso delle due applicazioni sul territorio statunitense.

Il Dipartimento del Commercio ha risposto subito, rilasciando un comunicato ufficiale nel quale si annuncia la volontà di rispettare l’ingiunzione voluta dal giudice Nichols e di muoversi in tale direzione.

Il comunicato rilasciato dal Dipartimento di Commercio ha però dichiarato anche che l’ordine esecutivo voluto da Trump contro TikTok e ByteDance è assolutamente legale e promuove interessi legittimi verso la sicurezza nazionale. Non è stato specificato se il Governo abbia intenzione di presentare appello all’ingiunzione temporanea.

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corte suprema usa

L’avvocato della società di sviluppatori ByteDance, John E. Hall, è intervenuto sulla vicenda definendo il ban voluto da Trump come una mossa “irrazionale” e “senza precedenti“.

Il legale Hall ha inoltre aggiunto:

Se le proibizioni avranno effetto a mezzanotte, le conseguenze saranno gravi. In un momento come questo, in cui si deve pensare alle elezioni, lo scambio libero di idee è necessario. [Il ban dell’applicazione] non sarebbe diverso dal vedere il governo chiudere le porte di una seduta pubblica di discussione, limitando le idee di quella seduta.

Anche ByteDance stessa si è espressa a favore dell’ingiunzione, dichiarandosi comunque disposta a mantenere un dialogo costante con il Governo per quanto riguarda la loro proposta, che ha ricevuto un’approvazione preliminare ufficiale la scorsa settimana.

Gli avvocati del Governo hanno risposto alle parole del giudice e degli sviluppatori ricordando che il Presidente ha il diritto di intraprendere azioni per la sicurezza nazionale, e hanno definito il ban di TikTok come necessario viste le presunte connessioni con il Governo Cinese da parte di ByteDance.

Un legale del governo ha definito TikTok come “portavoce” del Partito Comunista Cinese, descrivendolo come “devoto alla promozione del programma e delle idee del PCC“.

Poche ore prima del rilascio dell’ingiunzione, un altro giudice in Pennsylvania ha rifiutato un movimento legale indipendente voluto da tre influencer di TikTok, Doug Marland, Cosette Rinab, e Alec Chambers, che si erano mossi definendo l’applicazione stessa come strumento essenziale del proprio sostentamento.

Si ricorda che in seguito al rifiuto da parte di Microsoft, lo scorso 20 Settembre 2020, era emersa la possibilità dell’acquisizione di ByteDance da parte dei due colossi statunitensi Oracle e Walmart, individuati come “partner tecnologici fidati“, che avrebbe portato la società in territorio statunitense e risolto le controversie. Non si hanno ancora notizie ufficiali in merito.

La vicenda rimane quindi sospesa fino al 12 Novembre 2020, data nella quale sarà effettivo, a meno di ulteriori sviluppi o della conferma dell’acquisizione da parte di Oracle e Walmart, il ban totale e definitivo sul territorio statunitense di TikTok e WeChat.

 

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Enrico Pesce

Laureato in lingue orientali e da sempre immerso nel mondo della tecnologia, delle comunicazioni e del web
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