Vintage Tech

Dal Game Boy alla Nintendo Switch Lite, l’evoluzione delle console portatili della Nintendo

Il 21 Aprile 1989 usciva, in Giappone, il Game Boy di Nintendo, azienda nel settore video ludico con sede a Kyoto, venne realizzato dal team di sviluppo guidato da Gunpei Yokoi, proponendosi come successore dei Game & Watch.

I Game & Watch erano dei giochi LCD concepiti come strumento di intrattenimento, con una grafica e un sistema di gioco che si rifaceva ai videogiochi arcade, semplificandone le meccaniche. Però, fu proprio la semplicità del dispositivo a non convincere la grande massa di videogiocatori che preferiva, ad esempio, l’acquisto di un NES per poter disporre di una gamma di videogiochi più vasta.

Dalla combinazione delle caratteristiche del Nintendo Entertainment System e l’idea di portabilità venne progettato e sviluppato il primo Game Boy, con una CPU 8 bit a 2.2 Mhz e 64 Kbit di RAM. Il nuovo dispositivo si presentava con una scocca bianca e grigia dalle dimensioni di 90 mm x 148 mm x 32 mm, su cui erano posizionati due tasti di azione, una freccia direzionale, i tasti select e start ed uno schermo monocromatico a cristalli liquidi a matrice LCD 160 x 144 pixel.

La console era alimentata da 4 batterie stilo AA con un’autonomia di circa 15 ore di gioco. Sulle parti laterali della console si trovavano i regolatori per il volume, le porte per connettere un cavo per il Multiplayer e l’ingresso delle cuffie.

Attraverso la cartucce, da inserire nel Game Boy, presero i natali alcune delle serie più amate anche oggi, come la serie sui Pokémon. I giochi Pokémon Rosso e Pokémon Blu sono stati i più venduti della console e la serie risulta essere tutt’oggi tra le più apprezzate della casa di Kyoto.

Erano presenti anche alcune delle serie riportate dalle console fisse, come giochi su SuperMario, mascotte di Nintendo, o puzzle game come Tetris.

Un grande impatto ebbero anche gli accessori della console, pure nelle versioni successive, come il cavo link che consentiva di giocare in Multiplayer collegando due Game Boy, l’adattatore Super Game Boy, per giocare alle cartucce Game Boy anche su Super Nintendo, la console fisica di quarta generazione della casa Giapponese, o la Game Boy Camera con la rispettiva stampante, che rendeva la console capace di scattare fotografie, anche se di bassa qualità.

Il favore delle masse riscosso dalla console portò, nel 1996, a creare una versione del Game Boy più piccola e con più autonomia denominata Game Boy Pocket,  disponibile anche in diverse colorazioni rispetto alla console base.

Con le console di quinta generazione sul mercato e l’avanzare delle tecnologie, una console portatile in scala di grigi risultava essere limitante, dunque, il 23 ottobre 1998, in Giappone, fu presentato alla stampa il Game Boy Color, molto simile per forme al Game Boy, ma capace di gestire 32.768 colori diversi di cui 56 simultaneamente.

Inoltre, rispetto al modello precedente, il peso generale e il numero di batterie per far funzionare la console (che passava da 4 a 2 stilo AA) erano stati diminuiti, pur mantenendo però il lettore classico del Game Boy, così da ottenere la retro compatibilità con i giochi precedenti.

Le versioni successive, prima di arrivare al Nintendo DS, sono racchiuse nella serie Advance. Questa, composta da Game Boy Advance (2001), Game Boy Advance SP (2003) e Game Boy Micro (2005), prevedeva schermi di dimensione maggiore, l’aggiunta dei tasti dorsali L e R alla pulsantiera e capacità di calcolo superiori.

La famiglia Nintendo DS, la quale si caratterizza per introdurre lo schermo touchscreen nelle console Nintendo, subentra subito dopo con le sue diverse evoluzioni: il lancio del primo Nintendo DS si ebbe nel 2005 seguito, l’anno successivo, dal Nintendo DS Lite. Entrambe le console presentavano lo scomparto dedicato alle cartucce del Game Boy Advance, destinato a scomparire già nel 2009 con il Nintendo DSi, quest’ultimo in più è dotato di fotocamera.

Con cadenza annuale, la famiglia DS ha continuato ad allargarsi con i modelli DSi XL, 3DS, 3DS XL e, nel 2013, con il Nintendo 2DS. Infine, nel 2015, Nintendo lancia i nuovi new 3DS e new 3DS XL, con migliori prestazioni e capacità di elaborazione rispetto alle versioni, rispettivamente, del 2011 e del 2012.

Continuando con l’idea di dare vita ad una console utilizzabile sia in modalità fissa che portatile, per la prima volta sviluppata con la Wii U nel 2012, arriva sul mercato nel 2017 la Nintendo Switch, che permette di giocare in tre modalità differenti: modalità TV, da tavolo o portatile.

Infine, nel 2019 esce la versione completamente portatile della Nintendo Switch: la Nintendo Switch Lite, compatibile con il software per Nintendo Switch dalla modalità portatile.

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