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Consiglio dei Ministri: approvato il Decreto Semplificazioni. Cosa cambierà in Italia?

Su proposta del Presidente del Consiglio dei ministriGiuseppe Conte e del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone, nella notte a cavallo tra il 6 e il 7 Luglio 2020 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Semplificazioni.

Il Decreto, che dovrà essere applicato, in tutto il territorio nazionale entro gli inizi del 2021, prevede una serie di provvedimenti, soprattutto per quanto riguarda la pubblica amministrazione, volti a facilitare l’accesso dei servizi governativi ai cittadini.

Cambierà anche il modo di interagire con la pubblica amministrazione, che dovrà avvenire via web con l’obiettivo di velocizzare e semplificare le procedure burocratiche.

Il Decreto prevede, tra le altre cose, una massiccia digitalizzazione di tutte le procedure della pubblica amministrazione, al fine di ottenere un miglioramento dell’efficienza e un abbattimento di numerosi costi di gestione che sono attualmente a carico dello Stato.

Questa digitalizzazione dovrà avvenire entro il 28 Febbraio 2021 e dovrà iniziare da subito. Entro quella data, si dovrà poter accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione esclusivamente tramite l’identità digitale SPID o tramite CIE (Carta d’identità elettronica).

Inoltre, la pubblica amministrazione dovrà adoperarsi affinché per i cittadini sia possibile usufruire dei loro servizi digitali attraverso lo smartphone, grazie all’applicazione “IO”. Pertanto, si potranno presentare documentiazioni come, ad esempio, le autocertificazioni o le dichiarazioni direttamente da cellulare, evitando code presso gli appositi uffici.

Attraverso l’applicazione IO i cittadini potranno farsi identificare da remoto grazie all’identità digitale di SPID o la CIE, velocizzando le procedure. Sarà, inoltre, possibile richiedere il rilascio della CIE anche prima della scadenza della carta d’identità cartacea, in modo da permettere l’accesso dei cittadini ai servizi in rete.

La pubblica amministrazione dovrà sviluppare i propri sistemi in modo da consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti, favorendo così il lavoro a distanza.

Il Decreto, superando il precedente “incentivo” all’utilizzo del digitale, delinea come per la pubblica amministrazione debba diventare normale utilizzare il digitale nella gestione dei procedimenti amministrativi.

Grazie a questa digitalizzazione, il Decreto prevede un netto miglioramento nella gestione delle pratiche per la pubblica amministrazione.

Essa avrà infatti la possibilità di accedere immediatamente ai documenti dei cittadini. Il Decreto non chiederà ai cittadini di fornire ulteriori informazioni alla pubblica amministrazione, rispetto a quelle che già non possiede, si semplificherà solamente la modalità di condivisione dei dati tra i diversi uffici pubblici.

Per raccogliere e centralizzare tutta questa mole di dati, oltre che per garantire più sicurezza, il Governo ha predisposto che la pubblica amministrazione debba servirsi di servizi cloud che rispettino i principi stabiliti dall’Agid (Agenzia per l’Italia digitale).

Tutti i Centri elaborazione dati (Ced) della pubblica amministrazione che non rispettino tali requisiti fissati dall’Agid devono, pertanto, trasferire i propri dati dentro altre infrastrutture affidabili e sicure.

Un’ulteriore aspetto di questo Decreto prevede che, qualora le imprese, le università, i centri di ricerca, le start-up universitarie vogliano avviare la sperimentazione di un loro progetto innovativo, esse possano farlo (per un periodo di tempo limitato) chiedendo una semplice autorizzazione.

Questa procedura semplificata, sostituisce tutti i precedenti passaggi burocratici previsti. Una volta terminata la sperimentazione, in caso di esito positivo, il Dipartimento per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri avrà l’opportunità di regolamentare l’attività che è stata sperimentata attraverso un successivo intervento normativo.

Infine, il Decreto Semplificazioni prevede al suo interno anche misure e disposizioni volte a favorire l’accesso ai servizi online anche da parte delle persone diversamente abili.

 

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