Viaggi e Mobilità

DayBreakHotels: lo smart working post Covid nelle camere d’albergo

DayBreakHotels è la start up che nasce nel 2014 per far usufruire anche di giorno di stanze e servizi di hotel di lusso e che, a seguito della pandemia di Coronavirus, ha deciso di rendere disponibili le camere d’albergo per lo smart working.

Considerando che molti professionisti non hanno ancora la possibilità di tornare a lavorare in ufficio per via dell’emergenza sanitaria, le stanze degli hotel risultano essere una valida alternativa.

Le camere sono infatti dotate di scrivania e wi-fi, oltre ad esservi delle zone business da poter usare per riunioni e conference call e aree relax e di ristoro come palestra, piscina, giardini e ristoranti.

Negli hotel sono previsti standard igienici e protocolli di sanificazione da rispettare. Tutti questi elementi fanno sì che l’albergo si possa sostituire alla casa come luogo per il lavoro da remoto.

Le camere e gli appartamenti delle strutture affiliate a DayBreakHotels.com sono prenotabili per lo smart working per un giorno (dalle ore 8:00 alle ore 20:00 a partire da 49 euro), per una settimana lavorativa (a partire da 199 euro per 5 giorni) oppure per un mese.

Simon Botto, CEO di DayBreakHotels.com, ha commentato:

DayBreakHotels nasce da una sfida: rivoluzionare il concetto dell’hotel, rendendolo uno spazio liquido in grado di trasformarsi in ciò di cui il cliente ha bisogno e sfruttando così tutto ciò che queste strutture hanno da offrire: pensiamo a piscine, sale meeting, spa e ristoranti per a una clientela più ampia e sveglia che non va in hotel solo per pernottare. Oggi la nostra visione ci permette di aiutare sia le strutture partner, per alcune delle quali siamo attualmente il principale canale distributivo, sia le molte società con cui collaboriamo, interessate ad offrire ai loro dipendenti la possibilità di usare i nostri hotel per il loro smart working. Innovare generando nuovo valore e assecondando i bisogni nascenti degli hotel e dei clienti è sempre stato il nostro obiettivo e lo è oggi più che mai.

Come riferito da Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, per via del lockdown molte strutture sono rimaste chiuse e altre ancora non sono riuscite del tutto a ripartire, con una perdita complessiva per il settore alberghiero italiano del valore di 100 milioni di euro al mese.

Si ricorda che la start up opera in oltre 16 paesi e che le strutture attualmente affiliate a DayBreakHotels sono più di 5000 in Italia e nel mondo, tra le quali si contano sia hotel indipendenti che appartenenti alle principali catene alberghiere, prevalentemente da 4 e 5 stelle.

 

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