Sicurezza Tech

AGCM e Covid-19: richiesta la collaborazione dei gestori dei browser contro le attività fraudolente

AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si è trovata spesso costretta ad intervenire a tutela dei consumatori contro pubblicità ingannevoli di prodotti dalle finte proprietà anti-coronavirus e varie attività fraudolente come i coronavirus shop.

L’Autorità Garante ha adesso richiesto la cooperazione dei gestori dei principali motori di ricerca e browser al fine di contrastare queste pratiche scorrette. L’iniziativa prevederà dunque il coinvolgimento di Google, Apple, Italiaonline, Microsoft , Verizon (Yahoo), Mozilla e DuckDuckGo, i quali riceveranno dal Garante la lista dei 361 URL corrispondenti a pagine web, banner o collegamenti ipertestuali introdotti malevolmente in siti riconducibili ad attività lecite, spesso di carattere medico o paramedico, individuati tramite il processo di monitoraggio della rete effettuato dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

I suddetti siti risultavano indirizzare a circa una sessantina di farmacie abusive, ovvero sprovviste dell’autorizzazione necessaria per la vendita di farmaci online. In queste farmacie venivano commercializzati prodotti con obbligo di ricetta e dalle artificiose e dubbie proprietà anti-covid.

Già in precedenza il Garante aveva richiesto l’aiuto dei vari gestori segnalando la presenza di risultati di ricerca che promuovevano la vendita illegale del farmaco Kaletra, oggetto di alcuni interventi cautelari da parte dell’Autorità, ricevendo tempestivo riscontro da Apple, Google e ItaliaOnLine.

Nell’invito l’Autorità ha richiesto la rimozione dai risultati di ricerca delle URL segnalate, intimando i gestori anche a non indicizzare le URL contenenti collegamenti ai siti individuati come farmacie abusive.

Inoltre, AGCM ha ricordato ai gestori che non hanno finora dato una risposta, che, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 70/2003, il prestatore dei servizi della società dell’informazione è civilmente responsabile del contenuto di questi ultimi nel caso in cui non abbia agito prontamente per rimuovere l’accesso a tale contenuto quando richiesto da un’autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza.

L’AGCM dunque continua a focalizzare la sua attenzione sul commercio online e ad analizzare altre piattaforme e siti disponibili sul web, essendo questo, date le restrizioni sul mercato tradizionale, il metodo di commercializzazione più diffuso in questo momento.

 

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